Il mese di maggio ci ha messo alla prova con piogge improvvise e cieli incerti, ma finalmente il sole estivo sembra tornare a farsi spazio tra le nuvole. Questo mood altalenante lo abbiamo trovato anche nella musica e infatti, tra gli interessanti album che vi proponiamo, troverete di tutto e di più: da Cosmo alle potenti parole del rap di Carlo Corallo, passando per le voci di Lea Gavino, Bea, Gommarosa e Atabasca che aggiungono sfumature intime, fragili, a volte notturne, fino ad arrivare al sound di Le Canzoni Giuste, Eyes Be Quiet e Rareș che sembrano costruiti per accompagnare proprio quei momenti in cui il cielo cambia colore.
Ascoltali mentre leggi le nostre recensioni e facci sapere quale altro disco ti piacerebbe vedere in questa rubrica nei prossimi caldi mesi estivi che ci aspettano (puoi scriverci alla mail info@indievision.it, nei dm instagram o nel nostro gruppo whatsapp, dove preferisci!)
💿1. Cosmo – “La fonte”
Etichetta: Columbia Records
Durata: 11 brani, 35 minuti
Mood: Per quando ti senti nostalgico e vuoi stare nel chill all’aria aperta, su un dondolo, mentre guardi l’orizzonte
Per chi ama: Pop X, Tutti Fenomeni, Faccianuvola
Brano chiave: Ogni giorno / ogni notte
Questa volta il nostro Cosmo ha deciso di stare nel chill, niente pezzoni elettronici super carichi per farci ballare. Ma questa non è decisamente una pecca e infatti, questa sua esposizione intima e personale, ha portato alla creazione di pezzi davvero interessanti da ascoltare. Il titolo “La fonte” riporta subito all’origine delle cose, all’inizio di tutto, all’infanzia e ai ricordi: ed è proprio questo il tema portante di tutto il disco, ben raccontato in “Per un’amica” e “Per mio fratello”. Un tuffo nei ricordi di Cosmo da un nuovo sound originale che non sovrasta i testi, ma funge solo da piacevole contorno.
(Iris Chindamo)
💿2. Lea Gavino – “11 volte”
Etichetta: Latarma Records
Durata: 6 brani, 16 minuti
Mood: Quando la nostalgia di un ricordo speciale ti lascia quel sorriso a metà, e ci pensi rigirandoti nel letto in una sera di pioggia
Per chi ama: Ariete, Fulminacci, Taylor Swift, Clairo
Brano chiave: I Treni
Da attrice a cantante, ha recitato in Skam ma non è una “Skammata” il suo disco d’esordio. La verità è che tutto quello in cui si cimenta Lea Gavino – artista romana del roster di Latarma – le riesce in maniera molto interessante. E guai a chi dice che da attrice a cantante il passo è breve: lo scivolone era dietro l’angolo, ma è stato evitato. Lea riesce a cantare l’amore per sé stessi e per la propria anima gemella in un modo semplice, ma non per questo banale. Il disco è classico, l’anima è retrò, il linguaggio fresco e immediato. Ha già calcato parchi importanti, come quello del Primo Maggio di Roma e del Mi Ami. Che sia sotto training per il prossimo Sanremo Giovani? Solo il tempo ce lo dirà… l’EP si intitola “11 volte”, ma a noi ne è bastata una per convincerci.
(Luca Boccadoro)
💿3. Atabasca – “Atabasca”
Etichetta: Killer Groove Records
Durata: 10 brani, 43 minuti
Mood: Jazz funk da ascoltare se si vuole viaggiare con la mente e vivere i propri sogni come in un film
Per chi ama: Savana Funk, Perigeo, Il Mago Del Gelato
Brano chiave: Kundela Mawedi
L’omonimo disco d’esordio degli Atabasca è un lavoro che più ascolti e più ti conquista. Tra atmosfere cinematografiche e un pizzico di psichedelia il trio, insieme dal 2023, ha dato vita ad un album d’esordio fuori da qualsiasi schema, sperimentale e dalla forte impronta personale. Più che un semplice disco, “Atabasca” è la colonna sonora ideale per qualsiasi film mai scritto, la musica perfetta da ascoltare in macchina durante quei viaggi senza una meta precisa o quando si ha voglia di ballare e sognare ad occhi aperti.
(Edoardo Previti)
💿4. Bea – “Radici”
Etichetta: Sun Village Records
Durata: 5 brani, 18 minuti
Mood: un R&B morbido che respira piano e lascia spazio ai pensieri
Per chi ama: Ainé, Davide Shorty, Coca Puma,
Brano chiave: Distanze
BEA costruisce un EP che respira R&B e neo‑soul, sì, ma soprattutto respira umanità: quella che trema, che ricorda, che prova a restare intera anche quando non ci riesce del tutto. La forza di Radici sta nella misura: arrangiamenti essenziali, una scrittura che non forza mai la mano, una voce che non interpreta soltanto ma parla una lingua diretta. È un lavoro che non corre, non strizza l’occhio, non cerca scorciatoie. Preferisce restare, scavare, tenere insieme fragilità e lucidità. E in questo, paradossalmente, diventa più coraggioso di tanti dischi urlati.
(Michela Ginestri)
💿5. Gommarosa – “Liminale”
Etichetta: INRI Records / Metatron
Durata: 6 brani, 15 minuti
Mood: per chi cerca un equilibrio tra luce e ombra
Per chi ama: Rares, Birthh, Dimartino, Any Other
Brano chiave: baciami sole
gommarosa non costruisce un EP solo per piacere, ma per dire la verità di un momento fragile, di quelli in cui senti che qualcosa dentro si sta muovendo ma non sai ancora che forma avrà. È musica che nasce prima delle parole, in quella zona sfocata dove le emozioni sono ancora materia grezza. Per un periodo, come ci ha raccontato lei stessa nella nostra intervista dedicata, era come se non riuscisse “ad atterrare con entrambi i piedi per terra stando in equilibrio; o mi distaccavo dalla realtà tramite distrazioni o mi affossavo nei pensieri pessimistici. “liminale” è l’esatto specchio di tutto questo, ma l’ho compreso solamente dopo”. liminale non è un esordio che vuole dimostrare qualcosa, ma un gesto di sincerità e un invito a guardare i propri abissi senza vergogna, sapendo che anche lì, nel disordine, può nascere una forma nuova di libertà.
(Michela Ginestri)
💿 6. Le Canzoni Giuste – “Sotto La Panca”
Etichetta: Autoprodotto
Durata: 13 brani, 34 minuti
Mood: Per chi ha nostalgia dei primi Elio e Le Storie Tese, per commuoversi ricordando gli anni dell’infanzia
Per chi ama: Elio e Le Storie Tese, Skiantos, Osaka Flu
Brano chiave: Spoiler con Domenico Bini
Può un album mescolare al proprio interno messaggi politici, riferimenti ai meme, ricordi d’infanzia, ansie generazionali e cultura pop? Sì, se il gruppo sono Le Canzoni Giuste e l’album è “Sotto La Panca”, quarto lavoro in studio della band made in Pescara che ha lo scopo di rovesciare la musica pop contemporanea, per creare una propria strada ironica e, soprattutto, libera, libera da qualsivoglia regola. Questo lavoro viene definito dagli stessi artisti un “Album dadaista”, poiché è capace di fondere sonorità diverse e passare, con continuità, da un nonsense ad una cinica spietatezza, sempre con un pizzico di umorismo a dir poco surreale.
(Edoardo Previti)
💿7. Carlo Corallo – “Colonna sonora senza film“
Etichetta: –
Durata: 12 brani, 55 minuti
Mood: Cantautorap
Per chi ama: Murubutu, Claver Gold, Rancore
Brano chiave: Cycling Bossa Interlude
“Quando la memoria si fa marmorea / L’umano crea la storia o il ricordo / La prima sarà un racconto ricolmo di gloria / O la vittoria di uno scontro / Il secondo soltanto il rendiconto di un pensiero recondito”. Il cantautorapper ragusano classe ‘95 apre così il suo quarto full-lenght, a mettere immediatamente in chiaro intenti, poetica ed intensità. “Colonna sonora senza film” è l’ennesima grande prova di Corallo, che si conferma uno dei più bravi in assoluto a creare, modellare e dipingere scenari, mondi e paesaggi con la parola. Complice una buona lista di collaborazioni, provenienti anche da diversi emisferi musicali, e un ritrovato groove nelle basi, l’album, seppur di una lunghezza ormai purtroppo inconsueta, scorre via senza far calare l’interesse dell’ascoltatore, che si trova sbalzato con piacere tra vari emisferi interiori e non.
(Marco Anghileri)
💿8. Eyes Be Quiet – “Una stanza vuota”
Etichetta: Bradipo Dischi
Durata: 7 brani, 26 minuti
Mood: Album da ascoltare durante quelle notti insonni per farsi cullare dal buio della notte
Per chi ama: Radiohead, Lamante, Giovanni Truppi
Brano chiave: Per Farti Dormire
Un primo album in studio, per il duo composto da Silvia e Gabriele, che non sembra essere un esordio, ma un disco maturo, frutto di anni e anni di gavetta e di ricerca di un proprio stile personale. Tra atmosfere sognanti, sonorità ambient e alternative e divagazioni indie-pop, il duo è riuscito a pubblicare sette tracce che, a volte tramite versi sussurrati ed altre attraverso strofe urlate a squarciagola, fanno vivere all’ascoltatore una vera e propria esperienza malinconica, potente ed intima. Nonostante il senso di vulnerabilità emanato da “Una stanza vuota”, i brani trasmettono una sensazione di speranza, l’idea che, nonostante il periodo buio, c’è e ci sarà sempre una luce fioca accesa nell’oscurità, alla quale aggrapparsi per poter combattere i propri fantasmi.
(Edoardo Previti)
💿9. Rareș – “SINCERO!”
Etichetta: Panico Dischi
Durata: 14 brani, 41 minuti
Mood: perdere il sonno per qualcuno
Per chi ama: Nico Arezzo, Birthh
Brano chiave: Giorni di sole
Un album raggiante, fraterno e romantico, rigoglioso come un giardino di primavera, in una parola: “SINCERO!”. Emblematico poi che questo stile pop essenziale faccia da cornice ad una rottura amorosa, riattraversando momenti, ricordi, colpe ed euforie con la lucidità delle cose che finiscono viste voltando la testa indietro e il collo che duole se insistiamo troppo a lungo. Rareș continua la sua ricerca espressiva con 14 tracce dal sapore gentile, gli arrangiamenti vivaci e un generale tepore che rende ogni brano un piacere da ascoltare e riascoltare. Dal brio di “Gatti” al ritornello da hit di “Robine” fino allo squarcio di “Strappacuore”: tutto fila liscio e dolce come un assolo di sax.
(eccenico)

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