Tutto buio. Una voce esordisce con “Popolo del pianeta, sentite, sentite!”: Caparezza fa il suo ingresso trionfale nella nuova venue Parco della Musica di Milano con l’incipit della canzone “Il banditore”, tratta dal suo ultimo album in studio Orbit Orbit, uscito il 31 ottobre 2025 per BMG. Lui indossa una tuta bianca, a ricordare quelle utilizzate nelle missioni spaziali, chiaramente in tema con il concept di quest’ulimo (capa)lavoro. Le onomatopee nei fumetti fungono da richiamo al pubblico, caricandolo per tutto quello che arriverà successivamente.

Dopo aver ringraziato enormemente i suoi fan sottolineando di non dare la loro presenza per scontata visto che, a detta sua, appare ogni 4 anni, ha affermato di essere lì per il fumetto, un’arte che gli ha cambiato la vita e di cui non può più fare a meno.

Il concerto è proseguito con “Il pianeta delle idee” e “Io sono il viaggio”, sempre presenti all’interno di Orbit Orbit, con “El sendero”, tratto da Exuvia e con “A comic book saved my life”, ringraziando nuovamente i suoi amati fumettisti. A questo punto il pubblico era già in estasi, ma giustamente il buono Capa ha ricordato: “Fermate le energie, che non avete visto ancora nulla”. Aveva chiaramente ragione, non eravamo ancora pronti al resto dello show.

Tra un pezzo e l’altro Capa ha sganciato incredibili intermezzi che comprendevano racconti sulla sua vita, velate frecciatine al presidente americano e storie di alieni e fantascienza. Sembrava quasi di stare ad uno spettacolo di stand up comedy: ha strappato risate al pubblico in continuazione con le sue battute, alternate però momenti più riflessivi e politici.

Il live è continuato con “Gli occhi della mente” e sul palco è apparsa una scultura ipnotica che Capa ha descritto come “il famoso occhio che ha avuto la sua parte“.

Il pubblico è rimasto stupito a vedere sul grande schermo il quadro “Notte stellata”, proiettato appositamente ad introdurre “Mica Van Gogh” da Museica, spiegando anche il significato del dipinto, dove realtà e fantasia perdono i loro confini, per diventare una cosa sola.

Ormai stavamo già volando altissimo, quindi giustamente Capa ha approfittato per cantare “Vengo dalla luna”, storico pezzo del 2003 proveniente dall’album “Verità supposte”, seguita da “Ti fa stare bene” da Prisoner 709, incorniciata da una simpatica gag con protagonista un robot. Tutto nella norma.

Momento lacrimuccia in cui finalmente il nostro vecchio Capa si è calmato un po’ per cantare “Pathosfera”, seguita dall’altrettanto tranquilla “China Town”, accompagnata dal disegno live dell’illustratore Matteo De Longis, autore della copertina di Orbit Orbit. Come in ogni data del tour, l’opera finita, realizzata dal fumettista o disegnatore di turno, finirà all’asta per sostenere l’iniziativa R1PUD1A di Emergency, a conferma del grande cuore del nostro Michele e del suo profondo amore per questo tipo di arte, che vuole diffondere anche attraverso la sua musica, dando credito a fumettisti e illustratori più o meno conosciuti.

Ad una certa cala il buio e si sente una vocina…attenzione, sta arrivando “Darktar”! Come ogni brano, anche questa volta i costumi, la scenografia e le magnifiche sculture di cartapesta realizzate dal maestro cartapestaio Deni Bianco, fanno da protagoniste sul palco.

La scelta artistica di inserire tutti questi elementi non ha fatto altro che impreziosire il live, già spettacolare di suo, ma reso una vera e propria opera d’arte ambulante, più simile ad uno spettacolo teatrale che ad un semplice concerto.

A questo punto, dopo un elenco infinito di tutti i suoi vari acciacchi, è partita l’azzeccatissima “Come la musica elettronica”, che parla per l’appunto della vecchiaia e del tempo che scorre. Forse la cosa che più mi ha divertito è stato vedere i ballerini vestiti da infermieri, che Capa ha prontamente ringraziato per essergli vicini nei momenti difficili. Nonostante i suoi anni però, ha ammesso di essere ancora un introverso che fa un lavoro da estroversi, di sentirsi più vicino al mood dei fumettisti rispetto a quello dei cantanti ma di aver, nonostante tutto, fatto “la scelta” giusta.

Dopo tutte queste perle ha finalmente presentato la sua strepitosa band, formata da Alfredo Ferrero alla chitarra, Gaetano Camporeale alle tastiere, Giovanni Astorino al basso e violoncello, Giancarlo De Trizio alla batteria e Diego Perrone come seconda voce e cori.

Il popolo del pianeta è poi totalmente impazzito sentendo le prime note di “Abiura di me” e di “La fine di Gaia”, pezzi storici e inconfondibili, rispettivamente degli album “Le dimensioni del mio caos” del 2008 e “Il sogno eretico” del 2011. Siamo stati poi riportati su pianeta terra da un altro pezzo di Orbit Orbit che ci invita ad essere curiosi nella vità di tutti i giorni: “Curiosity (oltre il bagliore)”.

Come ben sappiamo, Caparezza è e sempre sarà “troppo politico” , ed è anche per questo che ci piace, infatti ha giustamente deciso di inserire una digressione sulla Palestina, collegandosi alla storia di un fumettista palestinese per introdurre il brano “Una chiave”. Momento fondamentale e fortemente apprezzato da molte persone, che si sono unite al grido di “Palestina libera!”.

A questo punto Capa ci informa che la fine “ufficiale” è arrivata, ma tutti sapevano già che sarebbe stato solo il momento di far partire il classico coro “Se non metti l’ultima, noi non ce ne andiamo!”

A tornare sul palco non è stato Capa però, bensì la Magmarana, personaggio ricorrente nell’universo caparezziano e presente anche nel suo fumetto. Dopo aver richiamato l’artista sul palco lo ha preso in giro per essere troppo vecchio e depresso, sempre negativo, esortandolo a ritornare “il vecchio Capa”. In quel momento è stato subito chiaro che sarebbero partiti i suoi classici e famosissimi pezzoni dei primi anni 2000. Il “girotondo” tra i suoi vecchi album ha infatti generato “Fuori dal Tunnel”, “Jodellavitanonhocapitouncazzo” e “Vieni a ballare in Puglia”: una conclusione devastante per un concerto che non ha fatto altro che stupirci dall’inizio alla fine.

Il momento dei ringraziamenti è stato accompagnato da “Perlificat” che, anche se non è stata cantata live, ha fatto da sottofondo alla foto di rito insieme alla sua crew e al pubblico milanese.

Che Caparezza fosse un grande artista ce lo aspettavamo ma che tutt’oggi, dopo numerosissimi anni di carriera, ci riuscisse ancora a stupire così tanto, forse non era così scontato. Lui è il primo che si sottovaluta o prende in giro per la sua età, ma ad arrivarci così in forma da fare un concerto da più di 2 ore!

I live sono fatti di musica, ovviamente, ma il mondo parallelo e fantastico che Capa è riuscito a creare sul palco è tutto di un altro livello: dalla musica, alla scenografia, alle stupende creazioni in cartapesta, ai costumi spaziali, fino ad arrivare ai disegni dei fumettisti. Tutto questo non ha fatto altro che trasformare il concerto in qualcosa di ancora più magnifico, al di fuori di ogni immaginazione.

Per questo motivo, narrarvi tutto nei dettagli sarebbe impossibile, ma sicuramente è meglio così. Questo show merita di essere visto e vissuto dal vivo come se fosse la prima volta e, anche se ora sapete la scaletta, fidatevi che ancora non avete visto niente.

Fatevi un favore e andatelo a vedere live, vi lascio qui le prossime date (verificate le date sold out sul sito ufficiale):

  • 17.07 – Servigliano (FM) – Nosound Fest
  • 18.07 – Francavilla (CH) – Shockwave Festival
  • 24.07 – Genova – Balena Festival
  • 25.07 – Cattolica (RN) – Arena della Regina
  • 01.08 – Campobasso – Area Eventi Nuovo Romagnoli
  • 05.08 – Lecce – Oversound Music Festival
  • 07.08 – Catania – Sotto il Vulcano Fest
  • 08.08 – Palermo – Dream Pop Festival
  • 12.08 – Cinquale (MS) – Vibes Summer Festival & Immensamente Festival – Carrara Fiere
  • 13.08 – Brescia – Festa di Radio Onda d’Urto
  • 16.08 – Majano (UD) – Festival di Majano
  • 22.08 – Alghero (SS) – Alguer Summer Festival
  • 04.09 – Bari – Oversound Music Festival
  • 05.09 – Caserta – Reggia di Caserta

Se lui ha concluso il live con la frase “Sono un fottuto fanboy dei fumettisti”, io risponderò che sono fieramente “Una fottuta fangirl di Caparezza”.

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