Dopo i primi due pezzi del puzzle (“Vespro” e “Lode”) si conclude oggi con “Ora Nona” la trilogia d’esordio che compone il manifesto musicale di di Jungle Julia.
Sei brani che spaziano dal blues al cantautorato passando per il rock più sporco e intrecciando riferimenti letterari, cinematografici, biografici ed esistenziali, con una penna che sembra scandire frattali lirici densissimi e sconfinati: l’universo di Jungle Julia è tra i più interessanti fioriti di recente in Italia. I suoi ultimi due brani pubblicati, “Le formiche” e “Todo modo”, affrontano il rapporto speculare che c’è tra l’io ed il noi, tra ciò che ci rende unici e ciò che ci accomuna su questo pianeta. Per poi lambire il senso dei viaggi che affrontiamo giornalmente, dentro e fuori di casa, dentro e fuori di noi. Completano il quadro composto dai tre EP che hanno delineato chiaramente l’anima sfaccettata di Julia, sia musicalmente che tematicamente, riuscendo a condensare un mix di stili e attitudini con una sensibilità emotiva cristallina.
Di questo, dell’importanza della parola, del senso di fare musica, di omologazione e molto altro abbiamo parlato nella nostra intervista. Buona visione!

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