Il “Sabato del Vinile” di oggi è dedicato al nuovo album in studio di un artista capace di coniugare la ricerca sonora con la riflessione sociale, di sperimentare musicalmente cercando, però, di rimanere connesso alla quotidianità e a ciò che lo circonda.
L’album in questione è “Minimarket”, il secondo album in studio di Santachiara pubblicato il 13 febbraio 2026 dall’etichetta indipendente Suonivisioni.

Santachiara, nome d’arte di Luigi Picone, è nato nel 1998 ad Alberobello, ma fin da piccolo la sua vita è stata on the road per via dei suoi genitori, due artisti di strada che hanno viaggiato molto per lavoro e hanno permesso al cantautore di crescere all’interno di un contesto culturale molto stimolante. Nonostante questa vita in viaggio, durante l’adolescenza Santachiara trascorre il suo tempo a Spoleto per poi spostarsi a Napoli nel quartiere Santa Chiara, zona da cui deriva il suo nome d’arte.
Immerso in un vivace clima culturale fin dai primi anni di vita, Luigi si appassiona, inizialmente, al rock e al rap, ma con il passare del tempo i suoi orizzonti artistici e musicali si ampliano, arrivando così verso i lidi del cantautorato, della musica classica, della techno e dell’urban.
Dopo aver studiato pianoforte e chitarra e aver creato un suo stile personale, fuori da ogni etichetta e capace di mescolare tutte le due influenze musicali, Santachiara ha iniziato a pubblicare i suoi primi brani nel 2020, mostrando già in essi la sua poetica fatta di citazioni colte, tra filosofia e psicologia, suo percorso di studi, e racconti legati alla quotidianità di uno studente universitario.
Nel 2020 esce il suo primo EP “Sette Pezzi”, a cui segue nel 2021 la versione deluxe “Sette Pezzi – Frammenti”, con cui l’artista inizia a farsi conoscere e apprezzare dal pubblico e dagli addetti ai lavori.
Nel 2023, proseguendo a pari passo gli studi in psicologia e l’attività musicale, Santachiara pubblica il suo primo e vero album in studio “La strada più breve per tornare a casa”, lavoro che conferma il talento del cantautore, accresce il suo seguito di pubblico e permette all’artista di diventare una delle voci più interessanti e autentiche dal panorama pop italiano.
A tre anni di distanza dal suo album d’esordio, dopo aver pubblicato alcuni singoli tra il 2024 e il 2025, Santachiara ad inizio gennaio 2026 è tornato sulla scena con il singolo “Non li vedi mai”, primo brano estratto da “Minimarket”. All’interno di questa canzone, così come dei due successivi singoli “Addio settembre” e “Non mi invitare”, si nota la volontà dell’artista di iniziare un nuovo percorso musicale e stilistico, un percorso fatto di sperimentazione e varietà sonora, ma coesa. Nella ricerca musicale, e non solo, Luigi è stato affiancato da una squadra di musicisti capace di costruire un viaggio eclettico, ma coerente, composta da Stefano Juno Bruno, al mixing, alla produzione artistica, al basso e alle sequenze, Mirko Di Donna alla batteria, Emmanuel Di Donna, Luca Notaro e Luigi Scialdone alle chitarre e Francesco Lettieri al pianoforte.
Per quello che riguarda i testi, essi sono legati alla quotidianità del cantautore ma, allo stesso tempo, sono capaci di far riflettere criticamente sulla società contemporanea, sulla mercificazione che sta inquinando la società e la musica e che toglie sempre più spazio alla cultura, alla poesia e alla partecipazione sociale. Come scritto dallo stesso cantautore, oltre a contenere una fotografia dei suoi ultimi due anni, una fotografia emotiva e sonora di un periodo di profondi cambiamenti e di crescita personale, “Minimarket” “è anche uno sguardo sul mondo che ci circonda, sul paradosso di un’epoca in cui tutto, persino un’emozione o un brano musicale, deve essere impacchettato per essere venduto”.
Per presentare le undici tracce che compongono questo suo secondo album in studio, Santachiara ha deciso di organizzare undici date dal vivo per condividere in anteprima le canzoni, mostrando come per lui e per la sua musica sia essenziale i concerti siano uno strumento primario di ricerca e condivisione. Oltre a queste date, il giorno prima dell’uscita del disco, in un negozio sotto casa, il cantautore ha fatto un’azione di guerrilla artistica sostituendo negli scaffali del market prodotti di brand famosi, con undici creazioni fake, false ed ispirate ad essi, per ognuna delle canzoni di “Minimarket”.
Lato A
Il disco si apre con “cane e coda”, brano caratterizzato da un sound molto orecchiabile che, grazie alla sua chitarra, mi ha ricordato alcuni di pezzi di inizio duemila, come “Coffe & TV” dei Blur o “Macy’s Day Parade” dei Green Day. Da un punto di vista testuale, il brano è un perfetto esempio della poetica di Santachiara capace di mescolare la quotidianità, in questo caso il racconto di una storia d’amore, con elementi di più ampio respiro, come il dilagare di programmi tv spazzatura, il problema degli affitti brevi nei quartieri di Napoli, la destra al governo e il fatto che, al giorno d’oggi, sembra che una storia d’amore per essere tale, debba generare un profitto, non solo personale, ma anche economico.
La facciata prosegue con “non li vedi mai”, una delle tracce che hanno anticipato l’uscita del disco. Questa canzone è una specie di inno per tutti coloro che si sentono ai margini poiché preferiscono essere loro stessi, con le lore debolezze e i loro pregi, piuttosto che omologarsi a quello che la società moderna vorrebbe, al culto delle vacanze in mete esotiche, della bella vita in discoteca, dell’ostentazione economica e del non mostrare i propri sentimenti o interessarsi a come stanno gli altri. Quelli che non vedi mai, per Santachiara, sono i giovani che fanno tre lavori per pagarsi l’affitto e provare a inseguire i propri sogni, quelli che cercano sempre di mostrare il lato buono, nonostante la cattiveria di questa società, quelli che aspettano ore sotto un lampione, con dei fiori in mano, il proprio partner per chiedergli: “come stai?” e stargli accanto.
Con “non mi invitare” Santachiara unisce alla perfezione le sue influenze urban e rap, creando così un brano molto orecchiabile dove cantato e flow si alternano alla perfezione. Anche in questo caso, testualmente il brano parlando di una relazione tira e molla, inserisce temi di più ampio respiro come il sentirsi inadeguato in certi contesti o l’idea, diffusa al giorno d’oggi, che prima della persona, conti il suo reddito, la sua potenza economica.
“Imprevisto” è la quarta canzone del lato A. Si tratta di una brano cantautorale molto intimo e delicato che parla degli imprevisti, di come la vita sia costellata di momenti, situazioni non previste che possono fare male come delle coltellate o possono farci sentire soli come un cane. Davanti a questo, non bisogna, però, lasciarsi abbattere, ma cercare di far pace con essi, metterci dei cerotti su perché, una volta passata la sensazione che generano, si deve tornare in pista, si deve provare a buttarsi con un po’ più di leggerezza, si deve tornare a vivere e ad amare senza voler per forza rincorrere un ideale imposto, ma seguendo il battito del proprio cuore.
“Nessuno” è uno dei brani più ritmati di “Minimarket”, caratterizzato da un flow martellante e da un sound a metà strada tra l’elettronico e l’indie pop. In questa traccia Santachiara descrive quei momenti in cui si vuole stare solo con sé stessi, si vuole stare solo con i propri pensieri e affrontare e analizzare i propri cambiamenti, i propri turbamenti da soli. La solitudine, a volte, è necessaria poiché è la spinta che può portare al cambiamento, al capire cosa si vuole fare o cosa si vuole essere e a rimboccarsi le maniche per intraprendere la propria strada.
Questo lato si chiude con “Quattromura”, brano che musicalmente racchiude elementi psichedelici, un flow rap e incursioni jazzistiche e classiche. In questa traccia Santachiara sembra raccontare i giorni successivi alla fine di una relazione, giorni in cui non si ha la voglia di uscire di casa e ci si sente rinchiusi o, delle volte, ci sia auto rinchiude all’interno di quattro mura, alternando momenti in cui si pensa che ormai si può andare avanti ed altri dove manca tutto dell’altra persona.
Lato B
La facciata si apre con “staresopra”, brano dall’atmosfera scanzonata che non è altro che un invito del cantautore a sé stesso, all’ascoltatore, di provare ad evitare le situazioni in cui ci si sente sbagliati. Queste possono essere situazioni, compagnie o incontri che, inizialmente, possono far star bene ma che, con il passare del tempo, iniziano a farci sentire come pesci fuor d’acqua, iniziano a far domandare cosa si ha di diverso dagli altri.
“Addio settembre” è la ballad malinconica di “Minimarket”. Usando come metafora settembre, mese che dice addio all’estate e dà il benvenuto all’autunno e alla stagione fredda, Santachiara parla del tramonto di una relazione, del dolore e della solitudine dal passare dall’essere l’attore co-protagonista ad una semplice comparsa all’interno della vita della persona una volta amata e di dover per forza andare avanti, nonostante si abbia solo voglia di fermarsi un attimo per ritrovarsi e raccogliere i cocci.
Dopo la malinconia di “addio settembre”, il disco prosegue con due tracce in cui fa capolinea l’animo urban e danzereccio di Santachiara.
“pupazzi” e “ruggine” sono due facce della stessa medaglia, due canzoni dal sound simile, “Pupazzi” con sfumature indie-rap alla Frah Quintale, mentre “Ruggine” con incursioni techno e latine, dove il cantautore parla di quelle storie intense, che lasciano un segno ma che non riescono a durare nel tempo, a trovare il giusto equilibrio per rimanere.
Più che descriverle, sono due pezzi che vanno ascoltati poiché, grazie ad una penna che prende spunto dal personale e dal quotidiano, ogni ascoltatore sia in “pupazzi” che in “ruggine”, così come in tutti gli altri brani di “minimarket”, può essere colpito nel profondo, può rivedere in queste strofe situazioni di vita vissute, relazioni mai sbocciate ma che hanno lasciato il segno.
La facciata, e di conseguenza il disco, si chiude con “flixbus”, brano che racchiude, musicalmente e testualmente, l’intero percorso fatto da Santachiara all’interno di “minimarket”. Il brano, dal sapore prettamente pop, parla delle delusioni d’amore, di quanto sia difficile inseguire i propri sogni al giorno d’oggi e di come, per andare avanti, è necessario fare pace con i propri sbagli, imparare da essi poiché “non puoi scappare da te”, non si può scappare dalla propria storia e pensare di cancellare tutti prendendo un flixbus, poiché noi siamo le scelte che abbiamo fatto, la volontà di metterci in gioco e le lezioni che abbiamo imparato.
“Minimarket” è stato pubblicato il 13 febbraio 2026 da Suonivisioni in formato streaming e in formato vinilico. L’edizione in vinile, realizzata con il sostegno del Mic e di SIAE, nell’ambito del programma “Per chi Crea”, si caratterizza per un’attenzione nel packaging di tutto rispetto. Infatti, il vinile color nero, è posto all’interno di una busta antistatica e all’interno della copertina, che riprende l’artwork del disco, è presente anche un foglio con i testi e i ringraziamenti verso tutti coloro che hanno accompagnato Santachiara nella realizzazione di questo suo nuovo album.

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