È finalmente tornata la mia rubrica preferita dell’anno su questi canali: il PrideVision! Se ancora non conoscete questo spazio, vi diamo un caloroso benvenuto alla nostra rubrica dedicata alla comunità LGBTQIA+, che percorre il famoso “Pride Month”. Nel mese di giugno, infatti, vi accompagneremo attraverso le peculiarità, la lotta e i valori di questa comunità, cercando di darne una nuova visione. Per scoprire di più sulla nascita dei pride nella storia, recupera il primo articolo del PrideVision qui.

Come sempre, apriamo le danze con un lungo elenco di tutti i pride che ci saranno in Italia nei prossimi mesi, unita ad una riflessione che riguarda la differenza tra i pride delle grandi città con molti sponsor e quelli di provincia, supportati da piccole realtà locali.

In origine, il Pride nasce come movimento di lotta per i diritti delle persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+. Con il passare del tempo, tuttavia, al suo interno hanno trovato spazio anche altre istanze e rivendicazioni legate a minoranze e a questioni sociali di grande rilevanza contemporanea come il cambiamento climatico, i conflitti armati, l’intersezionalità e, più in generale, tutte quelle cause che ancora oggi richiedono impegno e mobilitazione collettiva, pur non coincidendo necessariamente con le rivendicazioni originarie del movimento. Questo cambiamento è ben rappresentato anche dall’evoluzione della sua stessa denominazione, da “Gay Pride” si è passati infatti a “Pride”: una trasformazione che riflette l’ampliamento del movimento, oggi capace di racchiudere una realtà più vasta ed eterogenea, con molteplici istanze di lotta.

Passando al lato più concreto e attuale, come si può facilmente intuire, per fare grandi pride ci vogliono anche molti soldi, ma quanti compromessi si è disposti ad accettare pur di ricevere supporto economico? I pride più grandi e famosi nelle città italiane stanno continuando da tempo con questa tendenza a farsi sponsorizzare da grossi brand eticamente discutibili, che non supportano veramente la comunità LGBTQIA+, che finanziano le guerre, e che, sicuramente, sono lì solamente per fare del vero e proprio rainbow washing, distribuendo gadget e facendo la solita colorata marchetta.

Si tratta di soldi facili, chiaro. Ma i pride, in teoria, partono da volontariɜ che credono in valori come la lotta per il riconoscimento di diritti umani e civili fondamentali, la non invisibilizzazione e il forte sostegno dell’amore universale e dell’affermazione della propria identità. Se un pride, però, decide di farsi finanziare da un grosso brand che rema contro tutti questi valori allora, in quel caso, si perde totalmente il senso fortemente politico e di lotta iniziale, da cui è nata la vera accezione di “Pride”.

Questo fattore lascia sicuramente l’amaro in bocca alle realtà più piccole, quelle di provincia, o ai pride alternativi, che si ribellano a questa tendenza tossica, cercando degli sponsor tra realtà locali o con caratteristiche in linea ai propri valori politici o, addirittura, che si autosostengono con le proprie forze, senza ricorrere agli sponsor.

I piccoli pride hanno spesso poche risorse economiche ma questo non è per forza un fattore negativo perchè, la maggior parte delle volte, questo è compensato dalla disponibilità umana dellɜ volontariɜ che ogni anno si mettono in gioco per creare questi coloratissimi cortei fatti di amore e di lotta.

Passiamo al super listone dei pride da giugno in poi, ce n’è per tutti i gusti:

GIUGNO 2026

6 GIUGNO

13 GIUGNO

14 GIUGNO

20 GIUGNO

26 GIUGNO

27 GIUGNO

LUGLIO 2026

3 LUGLIO

4 LUGLIO

11 LUGLIO

18 LUGLIO

25 LUGLIO

AGOSTO 2026

SETTEMBRE 2026

5 SETTEMBRE

12 SETTEMBRE

19 SETTEMBRE

26 SETTEMBRE

3 OTTOBRE

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