SAERA torna con “Nodi da sciogliere”, un singolo che segna un nuovo passo nel suo percorso artistico, confermando una scrittura intima e profondamente identitaria. La cantautrice romana, da sempre legata a sonorità R&B e indie, costruisce uno spazio musicale in cui fragilità e consapevolezza convivono.

Il brano – pubblicato lo scorso 27 marzo – si sviluppa come un viaggio interiore, sincero e senza filtri, in cui emergono le contraddizioni di un’anima inquieta, sospesa tra il desiderio di cambiamento e la difficoltà di affrontarlo davvero. Al centro della narrazione c’è una tensione costante: quella tra il bisogno di evolvere e la paura di lasciarsi andare. “Nodi da sciogliere” racconta una lotta silenziosa, fatta di resistenze e piccoli passi, in cui il confronto con sé stessi diventa inevitabile. Un percorso che non passa solo attraverso l’individualità, ma anche attraverso il legame con gli altri, con chi resta accanto nei momenti più complessi.

Con questo brano, SAERA rafforza la propria identità artistica, proponendo una visione autentica e delicata, capace di trasformare l’incertezza in racconto condiviso. Ne abbiamo parlato direttamente con lei in questa intervista.

“Nodi da sciogliere” è un titolo molto evocativo: qual è stato il “nodo” da cui è partito tutto?
Il “nodo” è stato il momento in cui ho capito che molte cose non stavano andando bene. Io non mi sentivo bene e questo pesava alle persone che avevo intorno. Ho avuto sicuramente un picco un paio di anni fa che mi ha fatto capire che era il momento di andare in terapia per aiutarmi.

Nel brano parli di una tensione tra il desiderio di cambiamento e la difficoltà di farlo davvero: ti senti più in una fase di blocco o di trasformazione oggi?
Non posso negare che momenti di blocco ci sono ancora, ma ho imparato a gestirli. Quindi sicuramente lo reputo come un momento di trasformazione. E ritornare a fare musica dopo 4 anni è stata la trasformazione più grande.

La tua musica sembra uno spazio molto intimo ma allo stesso tempo condiviso: quanto è importante per te che chi ascolta si riconosca nelle tue fragilità?
È importante che si vedano le mie fragilità e che possa aiutare qualcuno a sciogliere tutti i nodi che si portano dietro. La fragilità mi ha portata a guardare il mondo da tanti altri punti di vista. È importante per me far capire che essere se stessi è il modo migliore per affrontare tutto.

C’è una frase del pezzo che senti particolarmente rappresentativa del tuo percorso personale?
Quante volte mi chiederò perchè resto sempre la stessa“. Ho fatto a botte con i miei schemi “sbagliati” e spesso, anche riconoscendoli, ho fatto molta fatica ad accettarli e ad evitarli.

Nel comunicato si parla del “restare” invece che fuggire: è stata una conquista difficile per te?
Sono scappata da molte emozioni forti, da situazioni che per me erano spaventose, ma ho capito che lo erano solo per me. Restare è stato un lavoro continuo su me stessa, confrontandomi il più possibile con chi avevo vicino, anche a costo di creare nuove discussioni. Restare significa rimboccarsi le maniche e aggiustare quei meccanismi che a volte non accettiamo di noi stessi.

Il supporto delle persone vicine sembra avere un ruolo importante nel brano: quanto incide nelle tue scelte, artistiche e personali?
Tantissimo, contando che per me scelte artistiche e personali sono sullo stesso livello. Questo brano l’ho scritto insieme a Chiara Macheda (in arte Raeeda), un’amica e un’anima speciale. Ci siamo aperte e ci siamo capite. Per quanto mi riguarda l’artista e la persona coincidono talmente tanto che senza il mio team, i miei amici e l’amore, non avrei mai ripreso il percorso artistico.

Il tuo sound si muove tra R&B e indie: come lavori per mantenere un equilibrio tra identità sonora e evoluzione?
In realtà è tutto molto naturale, non cerco sempre di arrivare a quel tipo di sound R&B o indie, ma mi sento bene in questa veste e queste sonorità mi aiutano ad esprimere di più quello che ho da dire.

Se dovessi descrivere “Nodi da sciogliere” come una sensazione o un’immagine, quale sarebbe?
La immagino come una sensazione. In particolare quella che si prova quando prendi coraggio ed inizi a mettere te stessa al primo posto, abbandonando gli schemi mentali e i limiti che la maggior parte delle volte ci imponiamo da soli.

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