“Luna Piena” è il nuovo EP di Ainé, Filippo Bubbico e Lauryyn, pubblicato il 27 marzo, prodotto da Sun Village Records in collaborazione con Go Up Agency e anticipato dal singolo “La mia luce”.
Tre volti della scena Soul e R&B italiana si uniscono in un’unica identità sonora in questo progetto condiviso composto da cinque caldi brani che attraversano le diverse fasi dell’amore, ispirandosi ai cicli lunari come metafora emotiva.
L’EP comprende i brani “La mia luce”, “Orbita” feat. Daniele Germani, “Luna piena”, “Aurora” e “Outro”, un viaggio introspettivo che parte da tre diverse entità che sono riuscite a collaborare per ottenere qualcosa di nuovo e originale.

Come vi siete conosciuti e com’è nata l’idea di questo progetto condiviso?
Ci siamo conosciuti per stima reciproca negli anni e Ainé fu il primo a lanciare l’idea di un lavoro condiviso, aveva delle idee che abbiamo unito a quello che è venuto dopo, ma abbiamo subito sposato la proposta, ci vorrebbero più joint album in Italia!!
Cosa vi ha sorpreso di più nel lavorare insieme e qual è stato invece l’aspetto più difficile da far funzionare come trio?
È stato sorprendente il flusso di creatività nella sua naturalezza, ci siamo davvero divertiti. La parte più difficile è stata l’organizzazione di alcune fasi della produzione per la distanza, siamo tutti in città diverse!
Come è nato il concept dei cicli lunari e come ha influenzato concretamente la scrittura dei brani?
Sono nate prima le canzoni del concept, il brano ‘Luna piena’ sintetizza perfettamente l’immaginario, i colori e il romanticismo dell’EP quindi abbiamo capito subito che sarebbe stata la title track. Il concetto dei cicli lunari era metaforicamente interessante e coerente con il messaggio dell’EP, la luna piena è simbolo di limpidità spirituale, di massima energia femminile, di completezza e di evoluzione, uno stadio nuovo che non sarà mai uguale al precedente.
L’EP parla di desiderio, distanza, riconoscimento. Qual è stata la parte emotivamente più complessa da mettere in musica?
Complessità forse non è la parola più adatta, piuttosto la ricerca di trovare un messaggio comune nei testi, ma anche quella è stata molto fluida. L’approccio che abbiamo avuto è ascoltare profondamente la musica e sentire cosa comunicava. La direzione era comunque quella di parlare di piú forme di amore in atmosfere notturne o crepuscolari.
Partendo dal titolo “La mia luce”: chi o cosa rappresenta oggi la vostra luce? Avete un punto di riferimento – personale o artistico – che vi guida nelle scelte di tutti i giorni?
Credo che il motore vitale che tiene testa a tutte le sfide della vita, a prescindere dalla professione che si faccia, sia l’amore verso se stessi e gli altri. Per questo gli abbiamo dedicato un EP.
Una domanda che mi piace sempre fare agli artisti è la seguente: avete qualche aneddoto curioso/divertente che riguarda la realizzazione o la registrazione dell’EP?
Ah be, vari. Difficile raccontarli nel dettaglio per iscritto perché sarebbero molto lunghi, uno fra tutti è che la sera della release, mentre parlavamo di robe varie sul gruppo Whatsapp che abbiamo insieme, Filippo alle 23.59 (il disco usciva a 00.00) scrive dal nulla “raga leggo tutto domani io crollo buonanotte” come se fosse un giorno qualunque e quindi meme subito.
Cosa c’è nel vostro prossimo futuro? Avete in programma dei live?
Stiamo lavorando ai live cercando di incastrare gli impegni di tutti e le distanze soprattutto ma l’obiettivo è quello.
Ognuno di noi ha tanti bei progetti per il futuro e chi sa.. magari una Luna piena!!!

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