Il “Sabato del Vinile” di oggi è dedicato al secondo album in studio di una delle cantautrici più interessanti del panorama musicale italiano. Un’artista capace di unire il contemporaneo con la tradizione, la musica d’autore e cantautorale con il jazz e la sperimentazione, mantenendo sempre una cifra stilistica personale e riconoscibile.
Il disco in questione è “Sei”, il secondo album in studio di Chiaré, pubblicato 16 gennaio 2026 dall’etichetta indipendente Four Flies Records.

Dopo aver esordito con l’omonimo album “Chiaré” nel 2024, (disco che abbiamo avuto il piacere di recensire) la cantautrice originaria di Salerno, ma romana di adozione, torna sulla scena musicale con un nuovo lavoro. Un disco intimo e delicato, capace di colpire per il suo sound vario ed omogeneo dove tradizione popolare, elementi elettronici, cantautorato italiano e spunti jazz e fusion convivono e si mescolano alla perfezione. Da questo mix nasce un paesaggio sonoro in cui ci si può perdere e rimanere incantati, anche grazie alla voce calda, sussurrata, malinconica e sognante di Chiaré.
Il titolo di questo lavoro deriva sia dal numero delle tracce che compongono questo album, ovvero sei, sia dai giorni di lavoro in studio che hanno portato alla realizzazione del disco, sia dalla volontà, da parte della cantautrice, di affermare chi è lei, cos’è la sua musica. Infatti, anche grazie alla produzione di Pasquale Strizzi, Chiaré in questo lavoro parla di se stessa, del suo essere in bilico e sospesa tra l’influenza della sua città d’origine, della sua terra, Salerno, e l’importanza e gli spunti derivati dalla sua città d’adozione, Roma, due città lontane e diverse, ma che fanno entrambe da scenario alla poetica della cantautrice fatta di attese silenziose, riflessioni, voglia di emergere e far valere la propria voce e ferite da ricucire, stringendo anche i denti.
Ad accompagnare la cantautrice salernitana nella realizzazione di questo suo secondo lavoro, ci sono stati diversi amici e musicisti, capaci di immergersi pienamente nell’immaginario sonoro di Chiaré e di dare il loro contributo per rendere questo album una vera e propria chicca musicale e non, capace di stupire e rapire l’ascoltatore ascolto, dopo ascolto.
Lato A
Il disco si apre con “Ago & Filo”, un brano sospeso in bilico tra il jazz e il cantautorato, caratterizzato da un immaginario sonoro vario dove il contrabbasso la fa da padrone, che accompagna alla perfezione la delicata voce di Chiaré. Oltre a rappresentare alla perfezione tutto il talento e la bravura della cantautrice, questa traccia mi ha colpito anche per via del suo testo, un testo diretto e fatto di immagini semplici ma taglienti, capaci di colpire nel profondo. Un testo che parla di come, a volte, sia necessario stringere i denti, avere pazienza e rimboccarsi le maniche per cucire quei piccoli strappi, quelle piccole ferite che si possono creare all’interno di un rapporto, per far sì esso possa continuare e durare nel tempo. Il cucire le ferite con ago e filo, però, non è una azione unilaterale, si può fare solo se entrambi gli innamorati ci tengono davvero alla loro relazione, se entrambi hanno voglia di superare le situazioni complicate che sono emerse, per poi guardarle in futuro come solo un lontano ricordo, una cicatrice passata e guarita.
Questo lato prosegue con “Core Fujente”, un tributo a Pino Daniele realizzato da Chiaré. Il brano, scritto dall’immenso cantautore napoletano per la colonna sonora del film animato “Opopomoz”, è uno dei preferiti della cantautrice salernitana che è stato rivisitato in una chiave più minimale e delicata, insomma, più vicina allo stile che contraddistingue la cantautrice classe ‘99. Con il massimo rispetto possibile e andando in punta di piedi, Chiaré e musicisti hanno offerta una versione molto intima di “Core Fujente”, in cui emerge tutta la felice malinconia, la dolcezza di questa gemma nascosta del repertorio di Pino Daniele.
La facciata si chiude con “Int’o Silenzio”, il brano più contemporaneo e sperimentale di “Sei”. In questa traccia la sussurrata e calda voce di Chiaré, protagonista nella prima parte, lascia spazio, nella seconda parte e nella coda finale, ad un sound coinvolgente, capace di rapire l’ascoltatore grazie al suo ritmo e ad un synth quasi canterino, capace di rompere lo schema sonoro dato dagli altri strumenti.
Lato B
Il brano scelto per aprire questo lato è “Jesce Sole”, l’unico singolo estratto come anticipazione del disco che vede la straordinaria partecipazione del cantautore Gnut. Più che una semplice traccia, questa canzone è un viaggio che parla di rinascita, di speranza partendo dalle attese e dai piccoli momenti quotidiani. Da un punto di vista sonoro, “Jesce Sole” è un brano elegante, dalle forte connotazioni jazzistiche, ma ricco di spunti contemporanei, cantautorali e sound mediterraneo.
La seconda traccia di questa facciata è “Metro A”, una dedica che la cantautrice ha fatto a Roma, la sua città d’adozione. Connotata da una forte aria cinematografica, in questo brano Chiaré, partendo da una semplice azione quotidiana, come il viaggio sulla linea della Metro A, parla di Roma, delle sue bellezze e delle sue contraddizioni. Utilizzando una metafora da togliere il fiato, tutti gli elementi intravisti dalla cantautrice durante il suo viaggio in metro, non sono altro che note di uno stornello, di una canzone scritta e composta dalla città stessa.
Il lato e così il disco si chiude con “Ninna Nanna Nenné”, il mio brano preferito dell’intero lavoro. Fortemente influenzata dalla musica popolare, questa è una vera e propria gemma dove sonorità jazzistiche, elementi folkloristici e sperimentali e la calda, decisa ma delicata voce di Chiaré, si fondono perfettamente creando una vera e propria ninna nanna contemporanea ed intima capace di cullare, portare speranza e luce e far sognare l’ascoltatore.
Come da consuetudine di Four Flies Records, “Sei” è uscito anche in una splendida versione in vinile, acquistabile sul sito web dell’etichetta o su bandcamp (inserire link ai siti). Nella versione fisica si può ammirare in tutto il suo splendore, la bellissima copertina frutto di uno scatto di…, e si può godere dei testi dei brani, presenti nella busta interna, e scoprire, sfogliando i crediti nel retrocopertina, i nomi dei musicisti e delle musiciste che hanno partecipato alla realizzazione di un album che conferma tutto il talento di Chiaré, una delle voci più interessanti e talentuose sul panorama musicale italiano.

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