Un fuoriclasse del cantautorato italiano contemporaneo, dalla sensibilità e talento fuori dal comune e diamo finalmente il benvenuto a Marco Giudici nel salotto della Muzic Italien!
Abitudini di vita parla di un momento in cui senti che la cosa migliore è lasciare andare, dell’infida sensazione familiare dello stare a contatto con qualcosa che non è più vivo, del riconoscere il pieno valore a quel tipo di amore che non è più presente, aggiunge l’artista.
Con “Trovarsi soli all’improvviso” Marco ci ha consegnato un secondo disco sublime lo scorso novembre, e da allora l’inverno ha corso più lentamente per pensare attentamente a cosa i 9 brani contenuti all’interno stavano raccontando. La solitudine potrebbe essere il problema più attuale del nostro mondo interconnesso dove anche il frigo ormai ha accesso alla rete e, chissà, al suo social network di frigoriferi in cui si scambiano gossip su quante insalate vengono lasciate appassire ogni settimana da single che cercano di darsi arie da salutisti.
In questa intima live session che vi presentiamo in anteprima oggi c’è una versione di “Trovarsi soli” che ci lascia addentrare in punta di piedi nell’immaginario di Marco, nel flusso di coscienza che ci chiede di scomodare i nostri dubbi più spigolosi, di chiedersi come anzichè perchè, di spargersi dappertutto e non tenersi i pezzi dentro. Buona visione!
Cosa ne pensi dell’attuale situazione live italiana?
Ho l’impressione sia un momento molto complesso. Non so bene quali siano le cause, servirebbe capire un po’ più da vicino le difficoltà, che indubbiamente ci sono e ci sono per tutti. Nella mia vita quotidiana mi occupo di altri aspetti della musica e quindi questa situazione mi tocca come conseguenza, ma non ci interagisco direttamente. L’impressione che ho è quella di un equilibrio molto stentato.
Credi che occasioni come Muzic Italien o salotti simili possano aiutare di più voi artisti?
Si, molto banalmente perchè è un approccio personale. Quello che in generale non manca mi sembra sia l’interesse a partecipare a dei momenti caratterizzati da umanità ed empatia. Personalmente sento di cercare sempre quel tipo di interlocutore, sia nella musica che nella mia vita personale. Quando una cosa poi aumenta di dimensioni e arrivano una serie di complessità, è strutturalmente difficile conservare alcuni tratti quando il gruppo si allarga. Ma la base da cui partire penso sia proprio quella.

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